A caccia dell'apertura anticipata dell'insilato di foraggi

Negli intervalli tra i raccolti l'apertura anticipata dell'insilato di foraggi può essere determinante

Tra i molteplici aspetti favorevoli dell’uso di batteri lattici nella conservazione delle produzioni agrarie, il più evidente è la possibilità di realizzare l’apertura anticipata dell’insilato di foraggi.
Accade infatti con spiacevole frequenza che in caso di ritardo nei raccolti o di aumento dei consumi, l’allevatore o il gestore di impianti di biogas si trovi in “riserva”, quando non addirittura costretto a rivolgersi sul mercato.
Chi è abituato lo sa: uno dei motivi per cui tratta i propri raccolti di trinciati è il conseguimento di concrete possibilità di apertura anticipata dell’insilato di foraggi.
Questo vantaggio, indiscutibilmente di tipo economico, viene raggiunto grazie all’intervento guidato sulle fermentazioni da parte delle popolazioni di lactobacilli selezionati per lo scopo, aggiunte durante la trinciatura con un investimento che garantisce sempre un ottimo ritorno.
Al contrario, chi sottovaluta il problema in realtà lo conosce e finge disinteresse, opponendo la tesi che da sola l’apertura anticipata dell’insilato di foraggi non vale la spesa sostenuta, e che le fermentazioni sono questioni naturali sulle quali è sufficiente intervenire con tecnica di insilamento e al limite qualche trucco suggerito dall’esperienza.
Cima e i partner Chr Hansen sono pronti a smentire questa versione: l’apertura anticipata dell’insilato di foraggi resa possibile dall’uso dei loro prodotti ha un significato intrinseco molto importante. Poter aprire un silo trattato e stoccato da pochi giorni è facile, perché lo stesso è stabilizzato, fresco, utilizzabile in gran quantità e soprattutto di ottima qualità!
 


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