Cima sostiene l'apertura anticipata dell'insilato di foraggi

Aprire in anticipo l'insilato
Apertura anticipata dell'insilato di foraggi

Mai come quest'anno l'apertura anticipata dell'insilato di foraggi si è resa necessaria. Cima ce l'ha fatta!

 

Il raccolto e lo stoccaggio del foraggio insilato

C’è un tema ricorrente nelle pratiche messe in opera dagli allevatori e conduttori di impianti biogas.
Il raccolto e lo stoccaggio del foraggio insilato hanno dei tempi di esecuzione che talvolta cozzano con le esigenze dell’azienda.
Il classico evento “Sto finendo il silo dell’anno scorso e quello di quest’anno non è ancora pronto” accompagna l’allevatore verso la scelta infausta di doversi approvvigionare all’esterno. Costi, qualità dubbia, pratica scomoda sono tre incidenti a cui molti purtroppo vanno incontro a causa della variabilità stagionale dei raccolti.

L’insilato trinciato, raccolto e stoccato ha dei tempi di fermentazione da cui non si può prescindere, pena la scoperta di inserire nelle miscelate un prodotto instabile, qualitativamente scadente, talvolta pericoloso per gli animali o il digestore.

Che fare, quindi, nel caso in cui i tempi non siano congrui con l’impostazione dell’azienda?
Bisogna anticipare l’apertura del silo, a ogni costo.
Il sistema c’è.
Noi di Cima ce l’abbiamo.


L’apertura anticipata dell’insilato di foraggi

L’apertura anticipata dell’insilato di foraggi è un tema che Cima ha sempre esplorato, obiettivamente con buoni risultati. Lavorando fin dagli anni novanta a fianco delle produzioni agricole ha avuto modo di seguire sia l’evoluzione delle tecniche di insilamento, sia la diversificazione delle produzioni agrarie.
Oggi, grazie anche all’avvento del biogas, si insila di tutto, e per qualsiasi foraggio o cereale si desideri lo stoccaggio in trincea, l’esigenza comune è sempre la stessa: “Abbiamo bisogno dell’apertura anticipata dell’insilato di foraggi“.
Aprire in anticipo l
Apertura anticipata dell'insilato di foraggi


Sperimentando vari tipi di soluzioni, prodotte da diverse aziende europee di crescente importanza, il 2018 è stato per Cima l’anno della rivelazione.
La collaborazione con la danese Chr. Hansen, multinazionale leader indiscussa di settore, ha favorito l’introduzione sul mercato italiano di nuovi ceppi di batteri lattici in grado di rivoluzionare completamente il concetto di fermentazione della materia insilata.

Il prodotto Silosolve FC, in particolare, ha dimostrato un’eccezionale rapidità nel consegnare alla catena di utilizzo dei trinciati prodotti ottimamente fermentati, rispettando le qualità nutrizionali dei foraggi, e soprattutto freddi!

È noto infatti, e da tempo definitivamente accertato, che l’insilato non completamente fermentato ha la pericolosa tendenza a scaldare appena a contatto con l’aria.
L’ ossigeno che viene a contatto con il foraggio fa ripartire le fermentazioni, questo lavoro sprigiona energia, scalda il prodotto e lo rende estremamente instabile.
Per non parlare delle perdite da rifermentazione, ovvero quelle frazioni anche importanti che si disperdono e riducono il valore qualitativo dell’insilato (facendo sparire anche parecchi quintali, durante il periodo di stoccaggio!).
Ma quest’anno non ci sono state storie, nemmeno un’estate torrida e piuttosto anomala sotto il profilo climatico ha potuto fermare l’affermazione delle nuove linee insilati di Cima.
Chi ha accettato la sfida, ordinando e inserendo nel trinciato gli innovativi inoculi batterici Chr. Hansen, ha ottenuto e potuto verificare con mano un’apertura anticipata dell’insilato di foraggi inaspettata.

Apertura degli insilati
La temperatura di apertura dell'insilato CIMA

Questo termometro è stato uno dei compagni di viaggio più fedeli, durante la campagna insilati dell’estate 2018.
Ha misurato temperature incredibili, davanti alle quali anche i clienti più scettici hanno dovuto arrendersi all’evidenza.
Sapere che finalmente la spesa per i trattamenti deve essere considerata un investimento a pronto rendimento è un sollievo per chi compra, ma anche per chi vende e può basare la propria offerta su certezze prima impensabili.

I venditori Cima hanno avuto così la soddisfazione di “consegnare” trinciati freschi, con una temperatura al desilamento addirittura ben inferiore a quella ambientale, e con prime analisi che confermano l’ottimo lavoro svolto dalle potentissime popolazioni di batteri selezionati Chr. Hansen.
I risultati sono stati molto lusinghieri, e aprono un nuovo scenario da cui tutti dovranno trarre le opportune conclusioni.
Questo video chiarisce molto bene le potenzialità insite nell’uso di prodotti frutto di ricerca e alta tecnologia.


Cima rappresenta Chr. Hansen per il mercato nazionale, sia di allevamenti che di digestori, e dedica agli insilati una sezione molto importante della propria attività.

La sezione di prodotti per il trattamento biologico degli insilati è infatti arricchita da una serie di best practice sostenute dalla gamma di coperture e protezione delle trincee:
* Batteri lattici e sistemi di distribuzione
* Teli di copertura
* Reti di protezione
* Sacchetti e cinghie di zavorraggio
sono i quattro capisaldi di un sistema di insilamento completo e performante (per approfondire, clicca qui), in grado di garantire senza timori la possibilità di eseguire un’apertura anticipata dell’insilato di foraggi in tutta sicurezza.

Ricordiamoci quindi dei foraggi ancora in campo, secondi raccolti a produzione tardiva. La rapidità di apertura non è nelle loro prerogative principi, ma la qualità delle fermentazioni e la durevolezza qualitativa del prodotto stoccato necessitano di uguale attenzione.
Anche perché risulteranno essere, con tutta probabilità, la riserva alimentare dell’anno successivo, e dovranno mantenere i livelli nutrizionali ed energetici dei loro predecessori.


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