Batteri lattici per insilamento foraggi: si parte dal seme

I suggerimenti di CIMA per l'utilizzo dei batteri lattici per insilamento foraggi

Non è dietrologia. Semplicemente, è tecnica colturale.
Gli insilati di biomassa vegetale, destinati sia alla nutrizione animale che alla produzione di energie rinnovabili, hanno da molto tempo peculiarità conservative che non possono prescindere dall'uso di batteri lattici per insilamento foraggi.
Capita però di frequente di cadere nell'inganno che gli inoculi batterici riescano, da soli, a risolvere tutte le problematiche relative allo stoccaggio.
Purtroppo c'è una cattiva notizia. I batteri lattici per insilamento foraggi non sono la panacea di tutti i mali, soprattutto quando questi ultimi sono la somma algebrica di una serie di errori umani.
C'è però anche una buona notizia. Gli errori umani sono risolvibili, e un'adeguata cultura dell'insilamento è raggiungibile con pochi e semplici suggerimenti.
Il primo che CIMA sente di poter dare è relativo ai piani di campagna.
Mai sottovalutare la scelta delle sementi idonee. Si tratti di loiesse, mais, triticale, segale, orzo o altro, ogni varietà sementiera ha degli utilizzi specifici. Quando si abbia seminato un prodotto da seccare, difficilmente esso potrà essere insilato senza rischi. Potremo usare i migliori batteri lattici per insilamento foraggi presenti sul mercato, ma i risultati saranno ugualmente inferiori alle attese.
È più realistico l'esempio opposto: una varietà idonea all'insilamento può, con alcuni accorgimenti, diventare un discreto prodotto secco.
CIMA quindi suggerisce sempre: i batteri lattici per insilamento foraggi usati al momento del raccolto sono la soluzione giusta, ma hanno bisogno per lavorare al meglio di condizioni specifiche, fra cui la corretta varietà insilata rappresenta il primo di una lunga serie di fattori ideali.
 


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