Dare buoni alimenti ai batteri lattici per insilati

I nostri batteri lattici per insilati sono i migliori: alimentiamoli con ottimi foraggi partendo dalle sementi

C’è un punto nodale su cui desideriamo concentrare l’attenzione degli allevatori e produttori di biogas in questa pausa dei lavori di campagna: la scelta dei piani colturali della prossima stagione agricola.
Sono tempi di richiesta di qualità e risparmio, binomio difficilmente conciliabile, ma con una buona base programmatica ce la possiamo fare. Basta ascoltare e comprendere il parere di chi se ne intende!
Le strategie commerciali di Cima, messe a punto e portate a buon fine negli ultimi cinque anni, hanno rivoluzionato la propria offerta di batteri lattici per insilati, stringendo nuove partnership e mettendo in listino i prodotti della più importante azienda mondiale del settore.
Avviando un significativo scambio di informazioni tra i rispettivi gruppi di tecnici, e dando per acquisite le eccezionali caratteristiche presenti nei batteri lattici per insilati selezionati dalla multinazionale danese, Cima ha esplorato possibili percorsi nel settore delle sementi.
Lì c’è il nuovo eldorado, costituito da aziende attive nella selezione di nuove varietà di foraggi per alimentazione animale e produzione energetica.
I mutamenti climatici in corso, uniti a esigenze di riduzione dei costi di produzione e dell’impatto delle coltivazioni sull’ecosistema, richiedono un cambiamento radicale nella formulazione dei piani agronomici.

C’è bisogno di più alimenti per una popolazione in continuo aumento, e contemporaneamente c’è la necessità di ridurre le superfici coltivate per non compromettere oltremodo i fragili equilibri di un ecosistema sempre più minato da deforestazioni e richiesta di nuove urbanizzazioni.
 

Quali soluzioni possono essere valutate quindi per rispondere alle richieste della nostra agricoltura, votata all’allevamento e alla produzione di bioenergia?


Cima parte dal fondo, dalle trincee di insilati chiuse con trattamenti a opera dei batteri lattici per insilati forniti alle tantissime aziende che hanno deciso di seguire i suoi consigli.
Le analisi effettuate su centinaia di campioni di foraggi trinciati consentono di rilevare quali colture sono più idonee al conseguimento di migliori risultati di produzione zootecnica ed energetica.
All’interno di questi dati si è in seguito potuto rilevare e dettagliare quali varietà di una singola coltura mostrano i comportamenti più adeguati.
Incrociando queste informazioni Cima ha potuto scegliere, basandosi su parametri oggettivi, quali aziende sementiere stanno seriamente gettando le basi dell’agricoltura del futuro.
E ha scoperto che il modo c’è: si può veramente cambiare in meglio mantenendo fermi i caposaldi del rispetto dell’ambiente e della riduzione di sfruttamento delle risorse naturali.



Per l’agricoltura 2.0, o 3.0, le possiamo affibbiare la matricola che più piace anche se a Cima basta dire NUOVA, si riparte quindi dalle sementi.
Nel recente passato le aziende del settore hanno destinato enormi investimenti alle cosiddette colture OGM, trovando soprattutto in Europa occidentale gran parte dell’opinione pubblica avversa a questo tipo di innovazione.
Se l’OGM da un lato è in grado di garantire più salute alle piante, minore apporto di additivi chimici sul seme e sulla coltura in campo e maggiori produzioni di valore nutritivo superiore, dall’altro mostra alcune criticità riguardo al rispetto del patrimonio genetico del vegetale e parecchie perplessità riguardo l’impatto sull’utilizzo alimentare, sia per umani che per animali.
Non è pertanto una strada facilmente percorribile, e i rischi connessi all’osservanza di limiti e divieti fanno dell’OGM una scelta programmatica azzardata anche nel medio/lungo termine.
Inoltre la proposta per gli anni a venire riguarda sempre più la semina di colture non convenzionali.
La rotazione fieni-mais, o orzo/frumento-mais, tipica di qualche decennio di abitudini consolidate, verrà parzialmente stravolta soprattutto dalla riduzione delle superfici destinate al secondo raccolto maidicolo.
A suo sfavore giocano diversi fattori, legati principalmente ai costi di irrigazione e alle violente aggressioni climatiche tipiche della stagione estiva ormai completamente impazzita.
A questi si aggiungono i regolamenti sull’uso di fertilizzanti e antiparassitari che giustamente accrescono la tutela della salute umana, diventando ogni anno più limitanti.
Meglio rivolgersi quindi ad altre soluzioni, e nel caso in esame Cima ha pensato che fosse utile cambiare schema colturale e suggerire ai propri clienti l’adozione di nuovi piani di campagna.

Utilizzando, come detto, le esperienze maturate in tante stagioni di vendita di batteri lattici per insilati i tecnici di Cima hanno rilevato come alcune varietà selezionate di sorgo da foraggio avessero molte affinità con le consolidate produzioni di insilato di mais.
Con vantaggi non da poco, quantificati in sede di prime indagini presso i selezionatori: il sorgo costa poco, produce bene ed è molto resistente, rispetto al più famoso cugino dalla granella gialla.



Sul sorgo c’è grande lavoro. Ci sono aziende sementiere molto attive nei suoi confronti, ed esiste la possibilità di scegliere fra diverse varietà in relazione alla destinazione d’uso del prodotto raccolto.
Cima ha già fatto le sue scelte, puntando su alcuni ceppi di sorgo e diversificando l’offerta tra piante da foraggio e piante da granella, selezionando tra i produttori europei quelli che danno maggiori garanzie di successo e focalizzando le caratteristiche nutrizionali richieste sui migliori apporti da fornire alle colture di batteri lattici per insilati della propria offerta.

Continua così per Cima il lavoro di ricerca di sinergie sempre più complete e consolidate, che trovano nella sezione “sementi e insilati” una spinta moderna e tecnicamente sfidante al miglioramento continuo, caratteristica fondante dell’azienda.


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